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Imperdibile evento l'incontro con il "togishi" (politore di lame giapponesi) Massimo Rossi, giunto a Trieste dal suo laboratorio di Sesto Fiorentino per presentare e soprattutto far toccare con mano alcune lame di indiscutibile pregio e fattura.

Il Togishi ha inoltre raccontato al numeroso publico intervenuto alcune particolarità delle spade giapponesi, assieme a un inquadramento storico, e ha risposto alle domande del pubblico.

Tre le lame presentate, oltre a un piccolo "tanto" (pugnale) e ad alcune mirabili "tsube". Due delle lame risalivano al 1300, una "tachi" lunga circa 84/85 centimetri e molto più arquata rispetto alle normali "katana" che tutti conoscono, con una tsuba di rara fattura e incisioni originali del maestro forgiatore sulla lama. Il fodero (saya, o koshirae se completo di  tsuka, ovvero il manico), in lacca pregiata, aveva addirittura il "mon" (emblema) dell'imperatore, per produrre il quale bisognava avere l'autorizzazione dalla casa imperiale. Questa lama è molto rara, della scuola Yamato (periodo Kamakura), ed è stata trovata in un negozio antiquario di Kyoto

La seconda era una meravigliosa "katana" (periodo Muromachi) con il koshirae un po' rovinato e quindi conservata nel suo "shirasaya" (fodero bianco) in legno di magnolia (ho), ma di straordinaria fattura e potenza.

La terza era un'altra katana, di epoca posteriore (seconda metà del 1800), ma di minor pregio artistico anche se la forgiatura sembrava comunque ottimale.

A chi volesse approfondire l'argomento "lame giapponesi" si consiglia di navigare in Internet dove si possono trovare interessantissimi approfodimenti e bellissime foto.

Un particolare ringraziamento va, oltre al togishi Massimo Rossi, anche al maestro Giorgio Vecchiet che ha ospitato l'evento nel suo Dojo di Valmaura.

Qui sotto alcune foto scattate in occasione dell'incontro:

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